Il Borgo Soriano Calabro Soriano Calabro si trova sul versante tirrenico delle Serre, a 19 km a sud-est di Vibo Valentia. Conta 3240 abitanti, 15 chilometri quadrati di estensione territoriale e 268 metri di altitudine. Cinta dalla “Collina degli Angeli” e lambita dai torrenti “Caridi” e “Cornacchia”, Soriano gode, grazie alla sua privilegiata posizione, di un clima piacevole, temperato di inverno e non eccessivamente caldo d’estate. Il paesaggio circostante risulta particolarmente suggestivo per le diverse ondulazioni del terreno e per i colori della campagna,dove dominano le  piante di ulivo, di querce e di castagni.L’abitato, posto in una leggera discesa , è composto di due  parti: il vecchio centro urbano, caratterizzato dalla presenza delle rovine dell’antico Convento di San Domenico, e il centro urbano di nuova formazione, sviluppatosi dopo il 1960 a sud del centro storico.
Artigianato

L’artigianato e i famosi Mostaccioli di Soriano

Mostacciolo - Il Cavaliere Soriano Calabro è uno dei paesi calabresi dove l’economia artigiana è più sviluppata: si producono oggetti in vimini e giunchi, cuoio, ceramiche ed oggetti in cotto di uso domestico, in parte esportati in tutta Italia, nonchè i celebri mostaccioli, biscotti di farina e miele, ai quali vengono date forme antropomorfe, animali floreali, per cui qualcuno le defini’ “sculture povere ma belle”, presenti sulle bancarelle d’ogni fiera nella regione.

Mostaccioli Le varie forme (antropomorfe, animali, floreali) simboleggiano chiari significati della la vita rurale contadina, il rispetto per la famiglia e per la natura, tutte le espressioni dei sentimenti puri e ingenui del popolo contadino calabrese. Ad esempio, il “cuore”, decorato con strisce di stagnola rossa simboleggia l’amore e si regalava un tempo durante fidanzamenti, matrimoni e altre ricorrenze amorose.  Mostaccioli 2 I biscotti a forma di cavallo, pesce, capra, gallo, simboleggiano invece il forte legame dell’uomo con l’allevamento e la natura in genere.

Tipica inoltre era l’usanza dei maestri “mostacciolari” di Soriano Calabro di dare la forma del santo protettore del paese dove i dolci venivano venduti in occasione delle feste patronali.

Storia

La Storia di Soriano Calabro

E’ difficile risalire alle origini esatte di Soriano Calabro, data la scarsa documentazione storica. Secondo la versione dominante il paese sarebbe stato originato da un gruppo di monaci dell’ordine di San Basilio che, per sfuggire alle spietate persecuzioni dei Turchi, si erano spinti all’interno del territorio alla ricerca di un rifugio sicuro e tranquillo. Questa versione è testimoniata dai numerosi tempietti dedicati a Santi Basiliani e i vari monasteri presenti nella zona, il più sontuoso  era quello dedicato a S. Maria degli Angeli (la Vergine Odigitria, guidatrice del cammino) che sorgeva proprio sulla collina che si sprofonda sull’abitato di Soriano.

Soriano acquistò importanza con l’arrivo dei Normanni. Il Conte Ruggero la pose subito sotto la sua Signoria con il titolo di feudo e la sua ubicazione divenne presto importante anello di congiunzione tra il Cento Monastico di Serra San Bruno e Mileto dove Ruggero aveva fissato la sua residenza e aperto una splendida corte alla quale affluivano continuamente alti ufficiali, prelati, dignitari, legati di pontefici, principi ed uomini di pensiero.

Si racconta che il Patriarca San Bruno, amico e consigliere di Ruggero il normanno, nei frequenti viaggi che era solito fare da Serra San Bruno a Mileto e viceversa per incontrare il Conte, amasse riposare e pregare, ogni qualvolta giungeva nella “terra” di Soriano, all’ombra di questa pianta di ulivo.

Oggi, sul luogo richiamato dalla leggenda, c’è una chiesetta dedicata a San Bruno, che fu costruita agli inizi del secolo, e una lapide di marmo con una iscrizione latina che ricorda l’episodio, ma c’è vivo e vegeto, anche il vecchio ulivo caro a San Bruno che, da oltre nove secoli, sfida ancora i venti!

In quel periodo vibrava in Soriano un profondo sentimento religioso per il Patriarca San Domenico, in onore del quale nel 1510, venne intrapresa la costruzione di un grande Santuario con annesso Convento.

Nel 1652 i Frati del Convento domenicano di Soriano decisero di acquistare dal Monarca di Spagna Filippo IV per la somma di 84.000 ducati la Contea di Soriano che, quattro anni prima, era rimasta “vacante” per la morte, senza eredi, di Francesco Maria Domenico Carafa, ultimo Conte di Soriano.

Il grandioso Convento di S. Domenico è ricordato per aver ospitato l’imperatore Carlo V nel 1535 e Tommaso Campanella al tempo che andava ordendo la rivolta contro l’assolutismo spagnolo. Del complesso , distrutto dal terremoto, rimangono i resti del Chiostro e l’elegante facciata barocca della Chiesa.

Da visitare

Da visitare

A Soriano Calabro è presente la bellissima mostra permanente dell’artigianato calabrese, che ha sede nel palazzo municipale ed il Centro culturale del folklore, con una Biblioteca comprendente 10.000 volumi oltre a 5.000 periodici e bollettini regionali d’ogni tempo. Inoltre, la Biblioteca di San Domenico, conserva circa 1.200 volumi, 4 incunaboli, 400 cinquecentine ed altri testi. Aperta al pubblico su richiesta, tel. 0963/351022.

Mappa

Come arrivare a Soriano Calabro

Vi si arriva dalla statale 182, che la congiunge direttamente a Serra San Bruno e al capoluogo di provincia, o dall’autostrada Sole (Uscita per le Serre), a otto chilometri dall’abitato.